Renzi a Palazzo Chigi è più di un'idea

All'indomani del giuramento del presidente rieletto Giorgio Napolitano e mentre sono in corso le consultazioni al Quirinale per la formazione di un nuovo governo e la scelta di un presidente del Consiglio, la partita sul nome di chi dovrà guidare il nuovo esecutivo si è allargata al sindaco di Firenze Matteo Renzi. Come già anticipato nell'articolo di Claudio Cerasa, non sarebbero in pochi, anche all'interno del Partito democratico, i dirigenti che vedrebbero bene Renzi alla guida del governo. E' il caso di Piero Fassino che ha confidato al Foglio: "La persona migliore per guidare un esecutivo del presidente oggi si chiama sicuramente Matteo Renzi. Io sono favorevole alla sua candidatura". Cerasa Renzi a Palazzo Chigi. Parlano Fassino e Orfini - Merlo Fin dove può osare Berlusconi tornato decisivo nel gioco di Palazzo Chigi - D’Alema, i centouno voti contro Renzi e la giravolta di Vasco Errani - Tiliacos Il ministro Barca, da tecnico montiano a mobilitato cognitivo a 5 stelle
18 AGO 20
Immagine di Renzi a Palazzo Chigi è più di un'idea
All'indomani del giuramento del presidente rieletto Giorgio Napolitano e mentre sono in corso le consultazioni al Quirinale per la formazione di un nuovo governo e la scelta di un presidente del Consiglio, la partita sul nome di chi dovrà guidare il nuovo esecutivo si è allargata al sindaco di Firenze Matteo Renzi. Come già anticipato nell'articolo di Claudio Cerasa, non sarebbero in pochi, anche all'interno del Partito democratico, i dirigenti che vedrebbero bene Renzi alla guida del governo. E' il caso di Piero Fassino che ha confidato al Foglio: "La persona migliore per guidare un esecutivo del presidente oggi si chiama sicuramente Matteo Renzi. Io sono favorevole alla sua candidatura. Perché se dobbiamo assumerci delle responsabilità di governo allora bisogna farlo da posizioni di forza e non di debolezza e quindi è giusto che il Pd metta in campo l’uomo forte che rappresenta la capacità di novità. Già da adesso, come direbbe Matteo”. Aperture anche da Matteo Orfini che dice al Foglio: “Bisogna essere oggettivi, l’unico modo possibile che abbiamo per uscire da questa situazione è quella di proiettare il Pd del futuro subito in questo governo". E dallo stesso Orfini, intervenuto ieri sera a Piazzapulita, è partito l'annuncio: il Pd dovrebbe indicare Renzi per la premiership.
Secondo quanto riportato in queste ore dalle agenzie di stampa, il Pd non farà nomi per la presidenza del Consiglio. Questo l'orientamento a poche ore dalla Direzione e dell'appuntamento al Colle con Giorgio Napolitano. "Non possiamo. Se facciamo noi un nome, allora anche il Pdl o Scelta Civica sono legittimati a farlo... Ci dobbiamo rimettere tutti alle decisioni di Napolitano". Un deputato renziano spiega alle agenzie: "Se Napolitano fa il suo nome, Matteo non potrà tirarsi indietro. Ne abbiamo parlato alcuni giorni fa. Io gli ho consigliato di pensarci bene perché andare a palazzo Chigi così, sarebbe rischioso. Il rischio di bruciarsi sarebbe enorme". "E il sindaco ha convenuto?", domandano ancora le agenzie: "Sì, ha ben presente tutte le controindicazioni. Compreso il fatto che il Pd non sarebbe unito sul suo nome. Ma se verrà chiamato, non dirà di no...". "Del resto – prosegue il deputato renziano – potrebbe essere una scelta forte di cambiamento. Un governo che affronta l'emergenza economica, fa alcune riforme istituzionali e che riavvicina i cittadini alle istituzioni. Non credo che Giuliano Amato avrebbe quast'ultima caratteristica...".
Ancora, il capogruppo alla Camera Roberto Speranza osserva: "Il nome di Renzi incontra senz'altro il favore del Pd perché è una personalità di primissimo piano e trova un'assoluta sintonia con la dirigenza del partito". "Però – aggiunge Speranza – non è corretto che noi, prima di andare alle consultazioni iniziamo a ragionare di nomi. La competenza è tutta del presidente della Repubblica, in un passaggio difficile. Fare una discussione sui nomi senza interloquire in alcun modo con il capo dello Stato non mi sembra il modo migliore di ragionare". Comunque, conclude, "non è certo dal Pd che arriverà alcun ostracismo o alcun veto su Renzi a palazzo Chigi". Nel giro di consultazioni lampo che il presidente Napolitano ha avviato questa mattina, il nome di Renzi è ricorrente anche al di fuori del Pd. La Lega, Fratelli D'Italia, Pino Pisicchio a nome del misto: tutti hanno dato il via libera al sindaco di Firenze dopo i colloqui al Colle.
A favore di una candidatura di Matteo Renzi alla presidenza del Consiglio anche il sindaco di Verona e segretario della Lega in Veneto Flavio Tosi: "Dato che alla Camera dei Deputati la maggioranza è espressione del centro sinistra, è normale attendersi che il candidato premier sia espresso da quella coalizione e, detto questo, come sindaco, mi piacerebbe che il presidente della Repubblica considerasse l'ipotesi di affidare l'incarico di premier a Matteo Renzi, anche in considerazione di quanto oggi i sindaci rappresentino sia in termini di vicinanza ai cittadini, sia nella necessità di concretezza e rinnovamento, elemento, quest'ultimo, chiaramente richiesto dai cittadini ad ogni tornata elettorale".
Il nome del sindaco di Firenze, per una parte dei vertici pidiellini, potrebbe invece essere quello giusto per sbloccare la situazione di impasse. Non solo. Per alcuni big di via dell'Umiltà, secondo quanto riportato dalle agenzie, con Renzi a palazzo Chigi e un governo di larghe intese, le chance del giovane 'rottamatore' di sfidare alle urne Berlusconi sarebbero ridotte di molto. "La mia opinione del tutto personale e' che un incarico a Matteo Renzi per la formazione del nuovo governo sarebbe in linea con una domanda di cambiamento che sale dal Paese e alla quale il Pdl e il Presidente Silvio Berlusconi sono pronti da tempo. Siamo in un momento in cui dalla confusione e dal caos possono nascere un nuovo ordine e un nuovo assetto politico favorevole al superamento della crisi in cui versa l'Italia", ha dichiarato il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. Ma c'è anche chi, nel Pdl, vede questa ipotesi come fumo negli occhi e non appoggerebbe un governo guidato da quello che sarà il futuro 'competitor' del Cavaliere. D'altronde però l'unica condizione su cui Berlusconi non sarebbe disposto a trattare sarebbe la natura del governo: deve essere politico e forte, con una durata temporale non limitata e con un programma che si basi fortemente sugli otto punti del Pdl.
Su Renzi è intervenuto anche il leader di Sel Nichi Vendola :"Ogni elemento va valutato con attenzione, ma se il Pd facesse un governo con Berlusconi, questa parrebbe una camicia di forza per il povero Renzi". Lasciando il Quirinale dopo le consultazioni, Vendola ha spiegato di non essere "entrato nel merito di una futura composizione di governo" con Napolitano. Ma è difficile allearsi nel nome dell'emergenza con coloro hanno portato italia in questa situazione catastrofica – ha aggiunto – Berlusconi è l'autore del delitto, come si può immaginare di poter salvare l'Italia con coloro che l'hanno soffocata? E' impossibile".
Nessun endorsement a Renzi nemmeno dal senatore pidiellino Altero Matteoli: "A ma pare prematuro parlare di un Matteo Renzi presidente del Consiglio, ma lasciamo la decisione al capo dello Stato". "Siamo andati a pregare Napolitano di accettare la candidatura e poi lo abbiamo eletto a larga maggioranza. Sarebbe antipatico, oggi, tirarlo per la giacca segnalandogli dei nomi".
Consigli a Renzi dal deputato del Pd Ermete Realacci: "Da amico sconsiglierei a Matteo Renzi di accettare l'incarico. Dopodichè è chiaro che se venisse una proposta molto larga, che non viene solo dal Pd ma che trova il consenso anche di altre forze politiche, ovviamente la convinzione del presidente della Repubblica e un sentimento del Paese, lui non potrebbe dire di no". "La scelta di Renzi corrisponderebbe alla percezione chiara del fatto che oltre a fare scelte importanti e intelligenti sul piano economico, dell'organizzazione dello stato e del rapporto con l'Europa, bisogna ricostruire un rapporto con i cittadini e lì c'è un valore aggiunto di Renzi che non credo sia surrogabile da nessun altro esponente del quadro politico che ha eletto Napolitano. Ma siamo in queste condizioni? Francamente – conclude Realacci – non ne sono convinto e se non sono queste le condizioni per me sarebbe un errore da parte di Renzi accettare".
Intanto arriva la dichiarazione del diretto interessato che, al suo arrivo alla direzione Pd commenta: "La mia candidatura è la più sorprendente e la meno probabile. Non credo che sia sul tappeto. L'importante è che ci sia un governo. Ho grande fiducia in Napolitano".